<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>Catholica Ecclesiae Christi</description><title>Cristianesimo Cattolico</title><generator>Tumblr (3.0; @cristianesimocattolico)</generator><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/</link><item><title>Quando Satana chiamava Wojtyla "vecchiaccio": da Pio XII a Francesco, quasi un secolo di Papi esorcisti</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Antonino D&amp;#8217;Anna (&lt;a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/quando-satana-chiamava-wojtyla-vecchiaccio-da-pio-xii-a-francesco-quasi-un-secolo-di-papi-esorcisti21052013.html?refresh_ce" target="_blank"&gt;Affari Italiani&lt;/a&gt;, 21/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img alt="image" src="http://media.tumblr.com/0c197d327120d29b91018cbe73d6e83b/tumblr_inline_mn8xevsWv31qz4rgp.jpg"/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. E adesso Francesco: mai come negli ultimi 70 anni la figura del demonio è tornata in auge nella Chiesa. E mai come in questi ultimi 40 anni si è tornati a parlare del ruolo dell&amp;#8217;esorcista, sacerdote appositamente formato e autorizzato dal proprio Vescovo diocesano per scacciare i diavoli nel nome di Cristo. Perché da secoli la Chiesa ha riservato questo particolare ministero (chiamato esorcistato) proprio a sacerdoti di provata fede, per evitare che qualche laico si lanci in operazioni a rischio. L&amp;#8217;esempio più banale, senza immaginare scene degne de “L&amp;#8217;esorcista” (1973): molto spesso un indemoniato di corporatura gracile è capace di sollevare mobili molto pesanti o parlare lingue sconosciute. Senza contare che senza l&amp;#8217;adeguata fede e preparazione il combattimento contro Satana potrebbe risultare vittorioso per il Nemico di Dio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;PIO XII CONTRO SATANA E HITLER &amp;#8212; Se guardiamo al XX secolo, uno tra i Papi esorcisti è Pio XII, Eugenio Pacelli. Si narra che il “Principe di Dio”, durante la seconda Guerra mondiale, ogni mattina all&amp;#8217;alba celebrasse un esorcismo diretto a liberare Adolph Hitler dal Maligno. In effetti il Fuhrer. La notizia è confermata dal gesuita Peter Gumpel, postulatore della causa di beatificazione di Pio XII e da Andrea Tornielli, che ne ha scritto su “30 giorni”, il mensile diretto da Giulio Andreotti, nel 2002: “Nei momenti più bui della guerra, Pio XII tentò più volte di &amp;#8216;liberare&amp;#8217; l’anima del Führer dal diavolo, con tutte le invocazioni previste nel rito dell’esorcismo: &amp;#8216;Nel nome di Gesù, satana, vattene… Tu che sei stato sconfitto nel mar Rosso da Mosè, tu che venivi scacciato da Saul grazie ai salmi cantati da Davide, tu che sei stato dannato nella persona di Giuda…&amp;#8217;”. Il problema dell&amp;#8217;esorcismo “a distanza” è che, come ha anche detto padre Gabriele Amorth, 50.000 esorcismi all&amp;#8217;attivo e decano degli esorcisti italiani, è necessario che l&amp;#8217;esorcizzando sia presente e consenziente, altrimenti c&amp;#8217;è poco da fare. Ma Pacelli ci tentò lo stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PAOLO VI, IL DIAVOLO CONTRO IL CONCILIO &amp;#8212; Ancora. È il 29 giugno 1972 quando Giovanni Battista Montini, dal 1963 papa Paolo VI, lancia l&amp;#8217;allarme. Nella sua famosa omelia di quel lontano giovedì, avverte: “Ho la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida della Chiesa&amp;#8230; Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza&amp;#8230;”. Montini dà la sua spiegazione: “Crediamo in qualche cosa di preternaturale (il Diavolo) venuto nel mondo proprio a turbare, per soffocare, i frutti del Concilio ecumenico e per impedire che la Chiesa prorompesse nell’inno di gioia di aver riavuto in pienezza la coscienza di sé”. E il 15 novembre dello stesso anno: “Uno dei bisogni maggiori della Chiesa è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa (&amp;#8230;) Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifi uta di riconoscerla esistente (&amp;#8230;) È il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero e con proditoria astuzia agisce ancora: è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;GIOVANNI PAOLO II E GLI ESORCISMI &amp;#8212; Passa il pontificato di Paolo VI, i 33 giorni di Albino Luciani come Giovanni Paolo I, e il 16 ottobre 1978 viene eletto al Soglio Karol Wojtyla. Il Papa polacco non ha paura di fare esorcismi: l&amp;#8217;esordio, però, è da autodidatta. Nel 1980, racconterà nel 2005 al “Giornale di Sardegna” monsignor Ottorino Pietro Alberti, vescovo emerito di Cagliari, ebbe modo di portare una donna a farsi esorcizzare da Giovanni Paolo II. Così narrò la vicenda: “Io mi trovavo in Vaticano, in udienza dal Pontefice. All&amp;#8217;epoca ero vescovo di Spoleto e nella mia diocesi c&amp;#8217;era questa giovane donna chiaramente posseduta. Avevo incaricato del caso un sacerdote molto capace, davvero un sant&amp;#8217;uomo, ma non riusciva a ottenere niente”. E così Alberti va da Wojtyla, ricordandogli il precedente storico: un esorcismo operato da Pio XII proprio su una spoletina. Giovanni Paolo II si dice d&amp;#8217;accordo e la riceve nel suo appartamento. “Entrammo in Vaticano e attendemmo in una stanza. All&amp;#8217;improvviso la donna si agitò, cominciò a reagire: in modo misterioso aveva percepito l&amp;#8217;arrivo del Papa, che qualche attimo dopo comparve alla porta”. Wojtyla – racconta monsignor Alberti – non aveva mai effettuato un esorcismo prima di allora. Alberti portò i libri per il rituale e indicò gradualmente al Papa polacco i passi da recitare. L&amp;#8217;indemoniata si agitava, urlava, per tenerla ferma ci vollero il marito della donna e don Stanislao Dziwisz, il segreterio particolare del Papa: ma in 20 minuti la donna fu liberata. Il commento finale di Wojtyla, uscendo dalla stanza, fu: “Mammamia che scena biblica, apocalittica”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E SATANA LO CHIAMO&amp;#8217; “VECCHIACCIO”- Giovanni Paolo II da allora ha eseguito almeno altri due esorcismi, uno nel 1982 e un altro negli anni &amp;#8216;90. Secondo monsignor Andrea Gemma, grande vescovo esorcista autore di “Confidenze di un esorcista”, il demonio durante gli esorcismi si sente male quando viene invocato Giovanni Paolo II. Lo chiama “vecchiaccio”, dicendo che avrebbe fatto “un enorme danno” alla “categoria” infernale, ma sempre Satana avrebbe ammesso che “quello che c&amp;#8217;è adesso è peggio”. Quello che c&amp;#8217;è adesso è Benedetto XVI (il libro è uscito sotto il pontificato di Joseph Ratzinger). Altro soggetto che, se invocato, farebbe letteralmente esplodere Satana è Pio XII. Secondo Fra Benigno, esorcista della diocesi di Palermo, sostiene di aver ottenuto molte liberazioni per intercessione di Wojtyla sin dal 2 aprile 2005, data della morte di Karol il Grande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;BENEDETTO XVI, IL PAPA GIUSTO CONTRO IL DIAVOLO &amp;#8212; Sempre monsignor Gemma nel 2008 rilascia questa confidenza a Gianluca Barile, direttore di “Petrus”: “Il fatto che Satana abbia paura del Papa, vuol dire che è sulla strada giusta. Che Dio guardi e protegga il Santo Padre Benedetto XVI! Non tutti sanno che Giovanni Paolo II è molto invocato negli esorcismi, e il Diavolo soffre molto all’udire il suo nome. È dunque confortante che Benedetto XVI venga considerato dagli spiriti maligni un avversario addirittura più pericoloso, letale e potente del suo venerato predecessore” Ed è noto che nel 2009 Ratzinger, con una benedizione, avrebbe aiutato la guarigione di due indemoniati portati in Vaticano nel corso di un&amp;#8217;udienza generale (ma la cosa è stata smentita dalla Santa Sede).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;UNA LOTTA MILLENARIA &amp;#8212; Insomma, il Vicario di Cristo ha un bel da fare. Ed è nella lotta ai demoni che riconferma il suo ruolo e la sua forza. Padre Federico Lombardi ha smentito ieri che il gesto compiuto da Francesco fosse un esorcismo (come del resto ha dichiarato ad &lt;em&gt;Affaritaliani&lt;/em&gt; lo studioso di demonologia Vincenzo Scarpello), parlando di una preghiera per una persona in difficoltà. Anche se non pochi esorcisti, interpellati dalla stampa ieri, si sono affrettati a certificare quanto avvenuto in San Pietro proprio come un esorcismo. La lotta tra Bene e Male continua.&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51139538560</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51139538560</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 06:06:00 -0400</pubDate><category>storia e controstoria</category><category>Esorcismo</category><category>papa</category><category>papato</category><category>testimoni</category><category>santi e beati</category></item><item><title>Il fumo di Satana - il cattocomunismo: Muore don Gallo, il prete rosso che scambiò la Chiesa per una piazza</title><description>&lt;a href="http://anticattocomunismo.tumblr.com/post/51139289619/muore-don-gallo-il-prete-rosso-che-scambio-la-chiesa"&gt;Il fumo di Satana - il cattocomunismo: Muore don Gallo, il prete rosso che scambiò la Chiesa per una piazza&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://anticattocomunismo.tumblr.com/post/51139289619/muore-don-gallo-il-prete-rosso-che-scambio-la-chiesa" target="_blank"&gt;anticattocomunismo&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dai cortei con i centri sociali alle crociate antiproibizioniste, se ne va il cappellano dell’ultrasinistra amato anche dai salotti radical chic.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;di Massimiliano Lussana (23/05/2013)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cercando in archivio fotografie di don Gallo, ce ne sono centinaia in cui saluta pubblici con il pugno…&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51139297237</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51139297237</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 05:58:08 -0400</pubDate><category>cattocomunismo</category><category>idiozie clericali</category></item><item><title>Scuole anticattoliche</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Camillo Langone (23/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Francesco Guccini, la scuola statale non è, come dici tu, “laica e plurale”: è invece compattamente anticattolica. Che tu non lo capisca è ovvio: per capire l’amore bisogna amare, io non capisco come Leonardo DiCaprio possa perdere cinque anni dietro Carey Mulligan, tu non capisci come si possa perdere una manciata di secondi per pregare la Madonna… Meno ovvio il tuo sostegno al referendum maramaldesco che vuole togliere i finanziamenti (miserrimi) agli asili cattolici bolognesi. Per spiegarmelo ho lasciato un attimo i Daft Punk e riascoltato i capolavori della tua ora topica: quindi “Stanze di vita quotidiana” e “Via Paolo Fabbri 43”. Ti ho ritrovato intatto, poeta a cominciare dai titoli bellissimi: “Canzone della triste rinuncia”, “Canzone delle ragazze che se ne vanno”… Allora criticavi cinismo e conformismo: gli stessi due motori che oggi spingono i referendari bolognesi (e i bambini bolognesi) verso il mare del nulla. Ti definivi pecora nera, ora sei indistinguibile dal grosso del gregge: come può un poeta gioire per il fatto che un bambino non dica le preghiere? “Le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori”, cantavi. Resistenzialismo e statalismo, le ideologie che motivano la tua presa di posizione, hanno chiuso il tuo cuore e riaperto le mie orecchie ai Daft Punk. Beato me, ma poveri bambini.&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51139149887</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51139149887</guid><pubDate>Thu, 23 May 2013 05:52:24 -0400</pubDate><category>laicismo</category><category>anticattolicesimo</category></item><item><title>Quelli che hanno frainteso papa Bergoglio</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Catalogato come uno &amp;#8220;di sinistra&amp;#8221;, in realtà papa Francesco si pone nel solco dei santi sociali: impegno straordinario a favore di ogni miseria umana, e intransigenza dal punto di vista dottrinale. Ma anche una grande devozione per la Madonna.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Vittorio Messori (18/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A poco più di due mesi dall’elezione al pontificato di Jorge Bergoglio, appare sempre più giustificato un sorriso ironico. Quello col quale chi conosce la storia del cattolicesimo ha osservato il clima da “luna di miele“ da parte di ambienti abitualmente ostili o almeno diffidenti  nei riguardi della Chiesa romana. Anticlericali ben noti si sono detti  commossi per il semplice “buonasera“ nella prima apparizione a Conclave terminato, per il “buon pranzo” all’Angelus domenicale, per le scarpe da parroco di montagna, per la croce argentata invece di quella in oro, per il ricordo particolare inviato ai poveri, per la decisione di restare nella  camera d’albergo.  Per questo – e per quanto si era saputo del suo passato di arcivescovo di Buenos Aires, con la predilezione per le villas miserias che circondano la capitale –per questo, dunque, e per altro ancora, si inneggiava a un papa finalmente “de sinistra“, per dirla alla romanesca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma chi sorrideva di tanto entusiasmo, prevedendo una rapida disillusione, sapeva quanto la storia attesta: il “cattolicesimo sociale“ nasce e vigoreggia nel XIX secolo e poi nei  primi decenni del XX ad opera di preti e di laici bollati dai “progressisti“  come “intransigenti“, “papisti“, reazionari”. L’impegno straordinario a favore di ogni miseria umana, che muove la Chiesa a partire dal pontificato di Pio IX e continua poi sino a Pio XII, contrassegna proprio  i seguaci della più rigorosa ortodossia, i credenti che si professano fedeli alla più stretta obbedienza alla Gerarchia e, soprattutto, al papato. Per limitarci a un esempio impressionante , quello della Torino che , tra Ottocento e Novecento, conosce una esplosione di santità, e per stare solo ai più noti, ormai santi o beati:  Cottolengo accoglie i rifiuti della società, quelli che tutti respingono; Bosco dà tutto se stesso a favore dei figli dei “proletari“; Murialdo gareggia con lui per trasformare giovani ignoranti e affamati in buoni artigiani e cittadini; Faà di Bruno segue le loro  orme per proteggere le ultime tra gli ultimi, le serve sfruttate, malate, cacciate perché ormai anziane; Cafasso spende tesori di  carità per alleviare la sorte dei più dimenticati e disprezzati, i carcerati; Allamano si preoccupa dei miserabili al di là dell’Europa e manda tra loro i suoi Missionari della Consolata; Orione non pone limiti al soccorso dei più bisognosi. Soltanto alcuni nomi, dicevamo, e restringendoci al Piemonte; ma da tutte le zone d’Italia, anzi da ogni angolo del mondo cattolico, sorse una folla di protagonisti dell’aiuto sociale dato senza risparmio, anche a costo della vita. Diversi per origine, per storia, per carisma ma uniti, tutti, dall’obbedienza rigorosa alla fede e alla morale così come predicate dalla Chiesa. Mentre i governi liberali, spesso ispirati dalla massoneria, non solo poco si curano dei poveri, ma tassano loro persino il pane (“il macinato“) e sequestrano i figli per anni e anni di servizio militare, mentre il nascente socialismo distribuisce parole e opuscoli, preoccupandosi più della ideologia che della miseria concreta, ecco i cattolici “papisti“, i disprezzati “clericali reazionari“ scendere in campo ad aiutare di persona affamati, malati, ignoranti, abbandonati. Non solo lavorando ma alzando la voce contro tanto bisogno che i ricchi vogliono ignorare.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbene, papa Francesco è tra gli eredi di questa lunga e ammirevole tradizione di cattolicesimo detto sociale. Per una serie di equivoci e di deformazioni propagandistiche, si è imposto e vige ancora uno schematismo, secondo il quale l’impegno per gli ultimi si accompagnerebbe  necessariamente a una prospettiva sedicente “progressista“. E, nel caso cattolico, “contestatrice“, eterodossa, polemica verso dogmi e gerarchie. La storia dice il contrario. Significativo il confronto polemico tra padre Bergoglio e i suoi stessi confratelli gesuiti attirati dalle ideologie  della Teologia della liberazione, ispirata al marx-leninismo. La sua azione tra gli emarginati argentini era guidata, come per tanti santi, dalla carità evangelica, non aveva bisogno di contestare Chiesa e Papi, di proporre nuove teologie e nuove morali per mettere in pratica l’esortazione di Gesù a farsi povero tra i poveri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C’è un altro “marchio cattolico“ che contrassegna i preti e i laici dell’impegno sociale che dicevamo: la devozione mariana. Nelle  prospettive cristiane “adulte“ e “aperte“ si rifiuta la devozione tradizionale alla Vergine, con santuari, pellegrinaggi, rosari&amp;#160;; Maria, quando ci si ricorda di lei, è semmai  una combattente, una ispiratrice per la lotta di classe, con quel suo Magnificat di cui si dà una lettura politica. Anche in questo papa Francesco mostra la sua continuità con i fratelli nella fede che hanno scalato le vette della santità sporcandosi fino in fondo le mani nei bassifondi della società&amp;#160;: tutti, senza eccezione , sono stati ardenti fautori di quella che sempre e solo hanno chiamato “la Madonna“. La prima sortita, il mattino dopo l’elezione, ha voluto  avesse per meta la basilica di Santa Maria Maggiore, dove ha sostato in preghiera davanti all’immagine venerata da sempre dal popolo romano. Nel pomeriggio dello stesso giorno ha voluto recarsi a recitare il rosario nella grotta di Lourdes, riprodotta a grandezza naturale nei giardini vaticani. I suoi discorsi a braccio o letti non dimenticano mai una invocazione alla Vergine. Giusto l’altro giorno ha annunciato che appena possibile volerà  a Cagliari, a venerare la Madonna di Bonaria che ha dato il nome alla sua Buenos Aires .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto all’inedito nome che ha voluto assumere: si è spesso dimenticato che la singolarità  di Francesco - quella che non ebbero tanti altri predicatori medievali e no – è l’obbedienza docile alla Gerarchia, la venerazione per il papato, l’orrore per l’eresia. L’uomo di Assisi fu un cattolico obbediente, non un rivoltoso o anche solo un critico della Chiesa istituzionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma: ci sarà tutto il tempo per seguire gesti e parole di colui &amp;#8220;che è stato chiamato a Roma  dall’altro capo del mondo&amp;#8221;. Ma occorrerà  ricordare, innanzitutto, chi sia davvero Jorge Bergoglio, prima di tentare analisi e giudizi errati in radice, rivestendo il nuovo papa di panni non suoi.  &lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51001804134</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/51001804134</guid><pubDate>Tue, 21 May 2013 14:06:53 -0400</pubDate><category>bergoglio</category><category>papa</category><category>papato</category><category>anticattocomunismo</category></item><item><title>Papa Francesco e il giallo dell’esorcismo: ecco la sua...</title><description>&lt;img src="http://25.media.tumblr.com/0c197d327120d29b91018cbe73d6e83b/tumblr_mn3wobT4F21r83p7co1_500.jpg"/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Papa Francesco e il giallo dell’esorcismo: ecco la sua lotta contro il Demonio in Piazza San Pietro.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Lunedì, 20 maggio 2013 - 13:23:00&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piazza San Pietro è gremita, Papa Francesco prende in braccio una bimba di colore: “Oh che bella!”, ripete due volte. La bacia, saluta: “Buona giornata!”, benedice un uomo con un bambino in braccio e un parente sulla sedia a rotelle, poi si avvicina ad una sedia a rotelle, l’uomo sulla sedia gli bacia devotamente la mano e lo guarda, ma il sacerdote alle sue spalle gli dice qualcosa aprendo la mano destra quasi a indicare il numero cinque. L’audio è scarso, ma si sente chiaramente l’ultima parola pronunciata dal prete: “Esorcismo”. Poi – su tutto predomina la musica d’organo – il sacerdote aggiunge qualcosa e Francesco si avvicina, traccia una benedizione sulla fronte dell’uomo, gli impone le mani. L’uomo sulla sedia a rotelle emette uno strano verso, come se stesse vomitando, sembra quasi resistere. Francesco non dice nulla e mantiene le mani sulla fronte dell’uomo, ben piantato sulle gambe e senza paura, poi l’uomo smette di fare il suo verso e si accascia gradualmente, esausto. Il Papa si stacca, lo guarda, fa un gesto con la sinistra come se gli dicesse: “Va meglio, ora?”, il prete gli allunga un plico, raccolto dalle guardie del corpo del Papa, poi passa a benedire una bambina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Questo è quanto è accaduto in Piazza San Pietro il 19 maggio, dopo la Messa dedicata all’incontro tra Jorge Mario Bergoglio e i movimenti laicali. Ed è visibile on demand sul player della Radio Vaticana/Centro Televisivo Vaticano (da cui arrivano le immagini che Affaritaliani pubblica nella gallery). Ad accorgersene per primo è stato Matteo, un utente del blog di Luigi Accattoli decano dei vaticanisti italiani, scatenando un dibattito tra i frequentatori del sito. I gesti compiuti da Francesco sembrerebbero più una semplice benedizione a un presunto indemoniato (forse un caso difficile, visto che il sacerdote compie quel gesto con la mano che sembra indicare il numero 5), che un esorcismo. Ma iscrive Francesco nella schiera dei Papi esorcisti come Giovanni Paolo II (che nel 1982 compì un esorcismo in Piazza San Pietro) e Benedetto XVI. Nel caso di Joseph Ratzinger, a dire il vero, c’è stato un piccolo giallo: nel 2012 padre Gabriele Amorth ha dichiarato che nel 2009 Benedetto XVI avrebbe benedetto (e non esorcizzato, dunque) due indemoniati in Piazza San Pietro, ma la Santa Sede ha smentito la dichiarazione del decano degli esorcisti italiani. Che comunque resta convinto di un fatto: Satana avrebbe un forte terrore di Ratzinger, per la sua fede e per quanto ha fatto nei confronti degli esorcisti permettendo loro l’uso dell’antico rituale in latino, a giudizio di padre Amorth più potente del rituale approvato negli anni ‘90.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IL DEMONOLOGO: BENEDIZIONE DEL POSSEDUTO- Interpellato da Affaritaliani.it, lo studioso di demonologia Vincenzo Scarpello spiega: “Imposizione delle mani. Benedizione del posseduto. Gli esorcismi sono sacramentali complessi, che non possono ridursi in un semplice gesto. L’esperienza e la pratica esorcistica hanno insegnato che vi sono alcuni posseduti che possono essere liberati soltanto dal Papa, in quanto Capo della Chiesa Universale. Su di essi vige un giustificato riserbo. In continuità con il suo Magistero, che continuamente fa riferimento al diavolo, con questo gesto papa Francesco dimostra coi fatti di essere Pontefice e Capo della Chiesa universale e non semplicemente Vescovo di Roma”, conclude.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Antonino D’Anna&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50916436409</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50916436409</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 13:02:34 -0400</pubDate><category>papa</category><category>papato</category><category>esorcismo</category></item><item><title>Il fumo di Satana - il cattocomunismo: Preti e massoni, relazioni pericolose</title><description>&lt;a href="http://anticattocomunismo.tumblr.com/post/50889671356/preti-e-massoni-relazioni-pericolose"&gt;Il fumo di Satana - il cattocomunismo: Preti e massoni, relazioni pericolose&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://anticattocomunismo.tumblr.com/post/50889671356/preti-e-massoni-relazioni-pericolose" target="_blank"&gt;anticattocomunismo&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il rapporto difficile raccontato nell’ultimo libro di Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;ALBERTO PAPUZZI (18/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Può un cattolico essere massone? No. Per quanto i rapporti siano diventati meno ostili, rispetto alle origini della massoneria italiana (attorno al 1730), tuttavia la…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889701423</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889701423</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 02:04:58 -0400</pubDate><category>massoneria ecclesiastica</category></item><item><title>Presentazione in aforismi di un reazionario colombiano</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Giulia Tanel (01/06/2012)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gómez Dávila nella sua vita “lesse, scrisse e morì”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si dice di lui che l’unica cura che ritenesse utile contro il tedio dell’esistenza fosse la “biblioterapia”: Il pensatore colombiano, infatti, era solito rintanarsi nella sua biblioteca da dove usciva solo a notte fonda, dopo aver passato la giornata a scrivere su piccoli quaderni verdi i propri pensieri sotto forma di aforismi, perché “[…] tra poche parole è difficile nascondersi come tra pochi alberi”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per le sue posizioni, Gómez Dávila è stato spesso definito un “reazionario”, epiteto di cui andava molto orgoglioso. Il suo è un antimodernismo inflessibile e intransigente, basato sull’inestirpabile convinzione che “l’umanità sia caduta nella storia moderna come un animale cade nella trappola” (Escolios, II, 471) e sull’idea che la società attuale abbia oramai “sostituito il mito di una passata età dell’oro con quello di una futura età della plastica” (Escolios, II, 88). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Per Dávila i tre nemici più radicali dell’uomo sono: il demonio, lo Stato e la tecnica. Il primo perché è la perversione della trascendenza e perché “il più grande errore moderno non è l’annuncio della morte di Dio [che è “un’opinione interessante, che però non riguarda Dio”], ma l’essersi persuasi della morte del diavolo”; il secondo in quanto più aumenta lo Stato, più decresce l’individuo; e la tecnica, perché costituisce una perenne tentazione del possibile, in quanto “il progresso è il flagello che Dio ha scelto per noi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma gli acutissimi aforismi di Gómez Dávila interessano ogni ambito del vivere moderno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se “coltivare la lucidità è il fine della cultura” e “la prolissità non è un eccesso di parole, ma una carenza di idee”, la diretta conseguenza è che “forse non c’è scempiaggine pari a quella di passare la vita a leggere scrittori mediocri perché sono nostri contemporanei”. Infatti, “a volte basta una virgola per distinguere una banalità da un’idea”, ma è altresì vero che “un tocco di volgarità rende popolare qualsiasi libro”. “I progressi della stampa hanno incoraggiato la moltiplicazione di libri sciatti e prolissi, mentre l’obbligo di ricorrere allo scrivano e al rotolo di papiro induceva all’accuratezza e alla brevità. Ieri l’imperfezione di un testo era involontaria, oggi non è detto che lo sia. Le rotative vomitano immondizia che non aspira a essere nient’altro”, quindi meglio mettersi in guardia dagli scrittori moderni. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il pensatore colombiano ha le idee chiare anche su chi legge, infatti: “le frasi sono pietruzze che lo scrittore getta nell’animo del lettore. Il diametro delle onde concentriche che esse formano dipende dalla dimensione dello stagno”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, continua Dávila, “educare non consiste nel contribuire al libero sviluppo dell’individuo, ma nel fare appello a ciò che tutti hanno di buono contro ciò che tutti hanno di perverso”. Ecco quindi che, in tale contesto, “i pregiudizi proteggono dalle idee stupide”, perché “la verità è la gioia dell’intelligenza” e “chi scrive ragione con la maiuscola si prepara ad ingannare”: infatti, “il diavolo è troppo intelligente per essere razionalista, ma suggerisce oracoli razionalisti ai suoi devoti perché lo venerino senza scrupoli”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Questo secolo sta ormai diventando uno spettacolo interessante: non per quello che fa, ma per quello che disfa”. Purtroppo “la democrazia non è tanto l’impero delle parole quanto quello delle menzogne” perché “la vita è officina di gerarchie. Solo la morte è democratica”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo, è doveroso che la Chiesa mantenga solido il suo assetto gerarchico, in quanto “chi richiede alla Chiesa di adattarsi al pensiero moderno, confonde per lo più l’esigenza di rispettare certe regole metodologiche con l’obbligo di adottare un repertorio di postulati imbecilli”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il reazionario colombiano non le manda certo a dire quando afferma che &amp;#8220;il cristiano moderno non chiede che Dio lo perdoni, ma che ammetta che il peccato non esiste” e “progressisti atei e progressisti cattolici hanno rinunciato gli uni alla bestemmia, gli altri alla preghiera, per condividere, gli uni con gli altri, lo stesso culto delle fognature suburbane”, in nome del paradigma sociale secondo il quale “molti amano l’uomo solo per poter dimenticare Dio con la coscienza a posto”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti, molto spesso “il cristiano moderno sente l’obbligo professionale di mostrarsi affabile e allegro, di sfoggiare un benevolo sorriso a trentadue denti, di ostentare cordialità ossequiosa per convincere il miscredente che il cristianesimo non è un religione, dottrina, morale. Il cristiano progressista ci stringe forte la mano con un ampio sorriso elettorale,  questo in quanto &amp;#8220;il progressismo religioso è il continuo sforzo di adattare le dottrine cristiane alle opinioni patrocinate dalle agenzie di stampa e dagli agenti pubblicitari”: inutile negare che “l’obbedienza del cattolico si  è trasformata in un’infinità docilità a tutti i venti del mondo”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, conclude Dávila, &amp;#8220;imbecille è chi percepisce solo l’attualità”, mentre “il pensiero reazionario è impotente e lucido”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema della religione non ha tuttavia investito unicamente i fedeli, ma anche i vertici ecclesiastici, infatti per Dávila “è difficile simpatizzare con il clero moderno da quando è diventato anticlericale”. “La più grande preoccupazione della teologia moderna è il ruolo del cristiano nel mondo. Preoccupazione singolare, visto che il cristianesimo insegna che il cristiano non ha alcun ruolo nel mondo”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per chi volesse approfondire la conoscenza di Gómez Dávila, morto a Bogotá il 17 maggio 1994, consigliamo la lettura di “In margine a un testo implicito” (Ed. Adelphi, Milano, 2001, pp. 192, euro 10,33) e “Tra poche parole” (Ed. Adelphi, Milano, 2007, pp. 228, euro 14), da cui sono stati tratti tutti gli aforismi sopra citati.&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889421851</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889421851</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 01:59:03 -0400</pubDate><category>testimoni</category><category>testimonianze</category></item><item><title>Tutti i gay dei presidenti</title><description>&lt;a href="http://www.lanuovabq.it/it/articoli-tutti-i-gay-dei-presidenti-6495.htm"&gt;Tutti i gay dei presidenti&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Nella Giornata contro l’omofobia, interventi paralleli di Napolitano, Grasso e Boldrini a sostegno dell’introduzione del reato di omofobia. La Boldrini chiede anche il riconoscimento delle unioni gay. Grasso sostiene che siano “da curare” i presunti omofobi e si spinge fino a chiedere la precedenza per i gay nel lavoro e nella pubblica amministrazione. Come si vorrebbe già fare in Sicilia…&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889244813</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889244813</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 01:55:18 -0400</pubDate><category>omosessualismo</category><category>omomassoneria</category><category>eterofobia</category></item><item><title>Ho un pregiudizio positivo verso il Sud, dove ci si sposa da giovani e i matrimoni durano</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Mi chiedo perché nelle zone che si credono più civilizzate si stia buttando la felicità dalla finestra, come se ci se solo il disamore e la morte avessero cittadinanza.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Pippo Corigliano (19/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per presentare l’ultimo libro sto facendo un giro per l’Italia del Sud che ricorda gli annunci ferroviari degli espressi di una volta: Catanzaro, Reggio, Messina, Catania, Siracusa. Poi andrò a Terrasini, Agrigento, Trapani, Palermo, Caltanissetta. È una vera immersione fra la gente del Sud, soprattutto siciliani, per i quali ho un’ammirazione pregiudiziale. Qui una persona è considerata un fine e non un mezzo: è un’espressione approssimativa ma rende l’idea. Inoltre mi è capitato d’incontrare coppie di sposi giovani e sorridenti assieme a persone sposate da cinquant’anni e più. Sembra che qui il matrimonio sia più solido che altrove ed è uno dei motivi dell’allegria che si respira: occhi limpidi, sorrisi aperti, cordialità illimitata. &lt;span&gt;Mi viene da chiedere perché nelle zone che si credono più civilizzate, perché il reddito pro capite è più elevato, si stia buttando la felicità dalla finestra, come se ci fosse un’intossicazione che fa sragionare. Ricordo gli anni Settanta passati a Milano sottolineati dai passi e gli slogan dei cortei urlanti, quando leggere il &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt; di Montanelli era un gesto pericoloso. Poi la follia collettiva passò. Ora deve passare quest’altra follia per la quale solo il disamore e la morte hanno cittadinanza. Solo il cristianesimo ci salva e papa Francesco con il suo linguaggio evangelico segna il cammino. Anche qui nel Sud la gente è entusiasta di lui ed entra in risonanza quando sente parlare di Vangelo, Confessione e Comunione. La salvezza verrà dal Sud?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889121271</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50889121271</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 01:52:47 -0400</pubDate><category>riflessioni</category><category>commenti</category></item><item><title>I movimenti da Francesco, il Papa che invita la Chiesa a «uscire da se stessa»</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;I primi due mesi di papa Bergoglio visti da vicino (con retroscena inediti).&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Ubaldo Casotto, da &lt;a href="http://www.tempi.it/i-movimenti-da-francesco-il-papa-che-invita-la-chiesa-a-uscire-da-se-stessa#.UZm42aKeN8G" target="_blank"&gt;Tempi&lt;/a&gt; (17/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img src="http://media.tumblr.com/c6138fd9eaa647ab88fa83cd37d0f19f/tumblr_inline_mn31iq4utG1qz4rgp.jpg"/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;«Camminare, edificare, confessare». Sono questi tre “movimenti” a identificare i cristiani e la Chiesa, ha detto papa Francesco in una delle sue omelie di inizio pontificato. Sabato 18 maggio, all’interno degli eventi organizzati per l’Anno della fede voluto da Benedetto XVI e che il nuovo pontefice ha deciso di mantenere, Francesco incontrerà i movimenti ecclesiali in piazza San Pietro. Sarà una ulteriore occasione, dopo soli due mesi dalla sua elezione (13 marzo 2013), per capire e approfondire il “programma” del suo pontificato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Del ruolo e del significato dei movimenti, amati da Wojtyla e Ratzinger e la cui presenza è richiesta da molti vescovi in paesi di missione, si è fatto nel dibattito ecclesiale un uso “politico” e artificioso. Non sono finiti i rinfocolatori che attizzano la sterile polemica che li pone in alternativa alle parrocchie. Non alla loro funzione strumentale, ma alla loro natura si era interessato Giovanni Paolo II quando definì i carismi «coessenziali» alla istituzione della Chiesa. Che alcuni abbiano reso questo riconoscimento fonte di orgoglio invece che di responsabilità non ne cambia il valore e la portata per la coscienza che la Chiesa universale e le Chiese particolari devono avere di sé. Semplificando, come noi giornalisti siamo portati e obbligati a fare, la Chiesa è se è in movimento: verso l’uomo e verso Cristo, diceva papa Wojtyla nella sua prima enciclica, la &lt;em&gt;Redemptor Hominis&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Papa Francesco traduce e sintetizza i tre “movimenti” citati nell’idea evangelizzatrice e missionaria della Chiesa. Nel suo libro-intervista con i giornalisti Sergio Rubín e Francesca Ambrogetti, El Jesuita, l’allora cardinale Bergoglio disse: «Vedo spesso una Chiesa che amministra la fede, vorrei una Chiesa che trasmette la fede». E a proposito della valorizzazione del ruolo dei laici (i movimenti sono, appunto, “laicali”), aggiunse: «I laici sono una risorsa, diventano un problema quando vogliono clericalizzarsi. Invece per andare incontro alla gente basta il battesimo». Da cardinale, Bergoglio citava spesso l’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi di Paolo VI, soprattutto quel passaggio in cui dice che «se il Figlio è venuto, ciò è stato precisamente per rivelarci, mediante la sua parola e la sua vita, i sentieri ordinari della salvezza», commentando: «È l’ordinario che si può fare in chiave missionaria». Ad essa si è ispirato per la stesura del documento finale della Conferenza dell’episcopato latinoamericano di Aparecida del 2007, arrivando a dire che «il documento di Aparecida è l’Evangelii nuntiandi dell’America latina», perché la Chiesa «per restare fedele a sé stessa deve uscire», deve essere missionaria. È questa sua impostazione di apertura che ha riavvicinato molti alla fede, al sacramento della penitenza o quantomeno a un interesse per la Chiesa. Apertura confusa, negli schemi mediatici, con l’aperturismo progressista sulle tematiche alle quali un certo pensiero laico vorrebbe inchiodare, paralizzandola, la Chiesa. Invece, la sua capacità comunicativa, l’immediatezza nel rapporto con le persone e la sua semplicità sono il riflesso di questo essere in movimento e non chiusi in sé che papa Francesco vorrebbe trasmettere alla Chiesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quattro gesti chiave &amp;#8212;&lt;/strong&gt; &lt;span&gt;Il cardinale Ratzinger, prima di diventare Benedetto XVI, attaccò «l’auto-occupazione della Chiesa». Da cardinale e da papa, Bergoglio lancia i suoi strali contro lo stesso peccato usando la definizione di Henri De Lubac, la «mondanità spirituale». «È il pericolo più grande per la Chiesa, per noi, che siamo nella Chiesa», disse in un’intervista. «La mondanità spirituale è mettere al centro se stessi. È quello che Gesù vede in atto tra i farisei: “Voi che vi date gloria. Che date gloria a voi stessi, gli uni agli altri”». «Si deve evitare la malattia spirituale della Chiesa autoreferenziale: quando lo diventa, la Chiesa si ammala», ha precisato in un’altra occasione. Alla luce di questa impostazione assume carattere programmatico il discorso pronunciato il 9 marzo 2013 dall’ancora cardinale Jorge Bergoglio alle Congregazioni generali precedenti il Conclave. Ne conosciamo il contenuto, che dovrebbe essere coperto da segreto, perché il cardinale Jaime Ortega gli chiese il testo. Bergoglio, che aveva parlato a braccio, disse di avere solo qualche appunto, ma il giorno dopo consegnò al porporato cubano – «con molta delicatezza» – un foglio scritto di suo pugno con riportate le sue parole così come la memoria le ricordava. A richiesta di poterne divulgare il contenuto disse di sì (vedi box a pagina 10).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha qui radice la vera “rivoluzione” che in molti si aspettano e che qualcuno paventa. La riforma della curia romana avrà in quest’ottica di apertura la sua direttiva. Sinora l’azione riformatrice di papa Francesco si è esplicata in quattro gesti: la scelta del nome, la sottolineatura costante del suo essere pontefice in quanto “vescovo di Roma”, la decisione di non andare a vivere nell’appartamento pontificio, la nomina di un consiglio di otto cardinali con cui studiare la riforma della curia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un appartamento deprimente &amp;#8212;&lt;/strong&gt; &lt;span&gt;Sul nome si è già detto tutto, basti ora ricordare che il richiamo della povertà di cui san Francesco d’Assisi è simbolo implica che l’unica ricchezza della Chiesa è la fede in Cristo. Anche sulla definizione di “vescovo di Roma” si è detto molto, così come sulla citazione di Ignazio di Antiochia che parla della chiesa dell’Urbe come «prima nel servizio della carità», parole peraltro usate spesso anche da Benedetto XVI e che hanno avuto riscontri ecumenici positivi soprattutto da parte della Chiesa ortodossa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scelta di non occupare l’appartamento pontificio, anche se non definitiva, è un primo segnale di cambiamento nei rapporti con gli uffici della curia vaticana. Molti commentatori vi hanno letto il rifiuto dello sfarzo che contraddistinguerebbe quei locali. Ma non si tratta di questo. Papa Francesco lo ha confidato ad alcune persone che hanno la possibilità di consultarlo con frequenza: «Ma quale sfarzo, mi sono sembrati piuttosto sobri (caratteristica sottolineata anche da due famosi giornalisti, Indro Montanelli e Piero Ostellino che vi erano stati ospiti), il problema è che sono troppo grandi, devo prendermi il tempo per pensare a come riempirli con una comunità… Io là dentro mi sentivo sperso e depresso, e il Papa non può essere depresso». Depresso, isolato e sommerso da una mole di dossier accatastati sulla scrivania dalla segreteria di Stato. Il primo segnale è questo: voglio avere un rapporto diverso e più diretto con coloro che dovranno essere i miei collaboratori. E infatti li sta ricevendo tutti, uno a uno. L’accentramento burocratico della segreteria di Stato ultimamente aveva reso difficili anche le udienze dei cardinali capi di dicastero con il Pontefice, si sono verificati casi di attesa di qualche mese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La solitudine di ogni decisione &amp;#8212;&lt;/strong&gt; &lt;span&gt;L’atto di governo più clamoroso di papa Francesco, e più mediaticamente sottolineato, è stata la nomina di un organismo composto da otto cardinali che avranno il compito di consigliarlo nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor bonus sulla curia romana. Si sono sprecati sui giornali commenti in nome della collegialità, della democratizzazione della Chiesa se non addirittura del metodo assembleare che ne avrebbe contraddistinto il governo dopo queste nomine. Si è trattato, invece, del gesto più monocratico e insieme più realistico con il quale il Papa ha dato segnale del suo stile di governo. D’altronde già nel 1982 l’allora cardinale Joseph Ratzinger scriveva che «l’idea di un Consiglio collegato al vescovo è del tutto in linea con l’antica tradizione della Chiesa; anche la tradizione monastica ha sempre attribuito grande importanza al “Capitolo”. Va da sé che le forme di tali “Consigli” possano cambiare e che debbano essere adeguate alle condizioni del momento».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Bisogna sempre ricordarsi che è un gesuita tradizionale», dice chi lo conosce bene (e, in nome di questo suo attaccamento alla dottrina che la Chiesa tramanda, quando era provinciale argentino dei gesuiti si oppose con forza alla gestione di Pedro Arrupe e al sostegno alla teologia delle liberazione che ne conseguiva). «È una persona che ascolta veramente tutti, ma che poi decide in prima persona. Un realista che sa che se vuole riformare la Chiesa non può farlo da solo, ma ha bisogno degli alleati necessari».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La solitudine ultima di ogni decisione è un tratto che il cardinale Bergoglio rivendica con decisione nel libro-intervista citato, e la vicenda del consiglio degli otto cardinali ne è la conferma. Quando espresse la volontà di circondarsi di un organismo di consiglieri qualcuno gli propose di avvalersi del Consiglio ordinario della segreteria generale del Sinodo, dodici vescovi eletti alla fine di ogni Sinodo e tre di nomina pontificia. Pare che Francesco abbia risposto: «Quelli sono i rappresentanti eletti dai vescovi, io voglio scegliere i miei consiglieri». E una volta nominati gli otto cardinali avrebbe respinto anche il consiglio di formalizzarne la nomina in una commissione: «Non voglio un altro organismo burocratico, voglio un consiglio» (i virgolettati, ovviamente, sono un escamotage linguistico utile a chi scrive e a chi legge, ma riportano il contenuto di testimonianze dirette).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va detto, infine, che Jorge Mario Bergoglio, per sua stessa ammissione (nel libro-intervista confessa che la sua prima reazione di fronte ai problemi è di solito sbagliata), è un uomo che vuole darsi tempo per prendere le decisioni. E non è un leader che umilia le persone, anche se sbagliano. Non ci si devono quindi aspettare – dice chi ha avuto l’opportunità di collaborare con lui – cambiamenti clamorosi in curia prima dell’estate. È certo che i vertici della segreteria di Stato cambieranno, ma è improbabile che a sostituire il cardinale Tarcisio Bertone sarà monsignor Pietro Parolin, attuale nunzio in Venezuela di cui Bergoglio si fida molto, come qualcuno ha scritto. «Parolin è persona di fede e diplomatico di grande esperienza – dice un funzionario vaticano di lungo corso che lo conosce bene –, ma sarà più prezioso e utile come segretario per i rapporti con gli Stati, il ministro degli Esteri vaticano, un incarico strategico per papa Francesco». Inutili, per ora, anche le voci e le previsioni sul futuro segretario di Stato. Nonostante le continue citazioni sui media del cardinale Giuseppe Bertello, uno degli otto consiglieri del Papa, non pare, a chi ne ha parlato con il pontefice, che il prescelto verrà da quel gruppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gli appunti di Ratzinger &amp;#8212; &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;In attesa, infine, della sua prima enciclica (sono insistenti le voci di un documento sulla fede, al quale ha lavorato a lungo il suo predecessore: Francesco potrebbe utilizzarne gli appunti come Benedetto fece con quelli di Giovanni Paolo II per la &lt;em&gt;Deus Caritas est&lt;/em&gt;), il Papa procede con il suo magistero quotidiano delle omelie mattutine nella cappella di Santa Marta. I testi non appaiono sul sito della Santa Sede tra i discorsi ufficiali del Pontefice, ma ufficiosamente vengono pubblicati sull’Osservatore Romano. Un Papa che parla tutti i giorni? Qualcuno storce il naso, ma lui agli intimi confida: «Mi alzo alle cinque, prima delle sette e mezza ho almeno due ore per pregare, meditare e pensare a quello che dico».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50888973873</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50888973873</guid><pubDate>Mon, 20 May 2013 01:49:44 -0400</pubDate><category>papa</category><category>papato</category><category>bergoglio</category></item><item><title>Fulton Sheen (1895 - 1979) was a Catholic Bishop, a mystic, and...</title><description>&lt;iframe width="400" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/xgneJNCuRFY?wmode=transparent&amp;autohide=1&amp;egm=0&amp;hd=1&amp;iv_load_policy=3&amp;modestbranding=1&amp;rel=0&amp;showinfo=0&amp;showsearch=0" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Fulton Sheen (1895 - 1979) was a Catholic Bishop, a mystic, and is particularly known for his remarkable preaching ability. His cause for canonization is underway.&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50802251494</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50802251494</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 05:24:25 -0400</pubDate><category>contraccezione</category><category>catechesi</category><category>catechismo</category><category>testimoni</category></item><item><title>L'abdicazione di Benedetto XVI fa pensare ad un trono vuoto.</title><description>&lt;a href="http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/05/labdicazione-di-benedetto-xvi-fa.html"&gt;L'abdicazione di Benedetto XVI fa pensare ad un trono vuoto.&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://anticattocomunismo.tumblr.com/post/50801902489/labdicazione-di-benedetto-xvi-fa-pensare-ad-un-trono" target="_blank"&gt;anticattocomunismo&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;«Lui dice che è per l’età e la fatica, ma fondamentalmente si ritira davanti al mondo moderno. Si sente incapace di padroneggiare questo mondo, di far sentire sufficientemente la voce del Dio dei cristiani e della Chiesa cattolica in questo mondo. Nel suo ritiro si compendiano la lucidità, la modestia, la speranza di permettere alla Chiesa di rimontare la china e di affrontare meglio il futuro»&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50801961749</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50801961749</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 05:20:39 -0400</pubDate><category>papa</category><category>papato</category><category>Benedetto XVI</category></item><item><title>IL DELIRIO SISTEMATIZZATO DELL’OMOSESSUALISMO. PERCHÉ VIENE MESSO A DURA PROVA IL RISPETTO PER LE SUPREME CARICHE DELLO STATO</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il Presidente del Senato offende gli italiani, la ministra Idem straparla, Napolitano si conferma il presidente che non rappresenta l&amp;#8217;unità nazionale.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Paolo Deotto (18/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ieri, 17 maggio 2013, udite udite, si è celebrata la “Giornata Mondiale contro l’omofobia”. Mondiale, mica roba da poco, dichiarata tale dall’ONU.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lasciamo perdere una faccenda di cui si è parlato più volte, ossia che l’orrendo neologismo “omofobia” letteralmente vuol dire “paura di chi è uguale”. Ad esempio , un rinoceronte che abbia orrore di un rinoceronte si può definire “omofobo”. Poiché il diritto alla cretineria è una delle più solide conquiste delle società democratiche, laiche e libere, pigliamoci anche questo uso distorto e primitivo del linguaggio. Transeat.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, dicevamo. L’Onu ci ha detto che bisogna “lottare” per la parità dei diritti degli omosessuali e contro le discriminazioni. Però c’è un punto oscuro che oscura tutto il resto del discorso. Già, perché non si capisce bene dove e come gli omosessuali siano privati dei loro diritti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo omosessuali dichiarati che sono governanti, parlamentari, presidenti di Regione, dirigenti di aziende, giornalisti, “star” televisive e così via. Ben più difficile si va facendo giorno per giorno la situazione di quanti vogliano sostenere il sano buon senso, affermando che l’omosessualità è un vizio perverso e una patologia, peraltro curabile, come l’esperienza ha ampiamente dimostrato. Questi ultimi vengono emarginati e insultati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciò che è assolutamente inaccettabile in questa martellante manfrina sulla “omofobia” è il voler imporre a livello mondiale il concetto di “normalità” dell’omosessualità; ma purtroppo sta succedendo proprio questo. Assistiamo a un ossessivo lavaggio del cervello su scala planetaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto ciò fa parte, in modo straordinariamente palese, di quel piano di corruzione mondiale, necessario per ridurre i popoli a un insieme di amebe corrotte e stordite dal vizio contro natura, alla ricerca di un “piacere” ripugnante e animalesco. La famiglia, colonna portante della società sana, viene demolita; il rapporto sessuale viene svilito e ridotto a una fisicità degradante. Così ridotte, magari con l’ausilio di liberalizzazioni nell’uso delle droghe, popolazioni un tempo sane e fiere delle proprie origini diventano facilmente terreno di conquista per la banda di cialtroni e di iene che da troppo tempo ha in mano il potere in buona parte del mondo occidentale, e di cui anche in Italia siamo infestati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È pur vero che tutto questo schifo si ritorcerà contro le stesse iene, perché un mondo ridotto a fogna imploderà e sarà facile preda di un altro pericolo fin troppo sottovalutato, ossia la mai sopita aggressività islamica. Ma intanto non ci garba affatto di finir dentro in questo schifo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i vari gruppi che compongono il nostro spensierato Parlamento le posizioni sono diverse. Sia a destra, sia a sinistra non c’è affatto concordanza su “matrimoni gay”, normativa sull’omofobia et similia; inoltre, particolare non di secondaria importanza, questo governo e questa legislatura hanno da affrontare tali e tanti problemi pratici immediati, che perdere tempo a parlare di scemenze quali “matrimoni gay” e “diritti degli omosessuali”  suona davvero come un insulto al popolo italiano, che ha l’elementare esigenza di capire come sopravvivere, dopo la devastante esperienza del killer Monti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo però un vero e proprio abuso di potere quando le cosiddette “alte cariche” dello Stato, che dovrebbero per loro stessa natura essere super partes, si tuffano nel conformismo e pretendono di imporre linee politiche che, fatalmente, si traducono anche in interventi in campo etico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Purtroppo, anche in occasione della turpe buffonata della “Giornata mondiale contro l’omofobia”, Napolitano, Grasso e Boldrini hanno perso delle splendide occasioni per tacere. I tre personaggi (pardon, la terza è una personaggia) ci sono stati assegnati dalla Provvidenza a punizione dei nostri peccati. Il primo è addirittura Presidente della Repubblica, il secondo presiede il Senato, la terza la Camera dei Deputati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diciamo subito una cosa: al Giorgio, presidente-bis della repubblica, ormai si può perdonare tutto. Senectus ipsa morbus, e chiudiamola così. Teniamo conto che una vita spesa al servizio di un’ideologia che la Chiesa ha definito “intrinsecamente perversa” non facilita certo la capacità di giudizio. Il conformismo, la tendenza al signorsì è radicata nei comunisti. Chi nel 1956 è arrivato a scrivere che i carri armati sovietici, massacrando i patrioti ungheresi, avevano “difeso la pace nel mondo”, non stupisce che nel 2013 si associ al nuovo coro. È lo stesso personaggio che nel 2009 non ebbe preoccupazioni nel rifiutare la firma su un decreto legge che avrebbe salvato la vita di Eluana Englaro. Non vale la pena spendere su di lui troppe parole. Molto semplicemente, non è assolutamente vero che rappresenti l’unità nazionale. Almeno questo sia chiaro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma Boldrini e Grasso non possono invocare nemmeno l’attenuante della vecchiaia. Sono ancora nel pieno delle forze e quindi è lecito supporre che si rendano conto di ciò che dicono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbene, la signora Boldrini, presidente della Camera, avrebbe il dovere di non esprimere posizioni di parte. Invece, ecco che si lancia e proclama la necessità di riconoscere le “unioni omosessuali” e di introdurre quella “aggravante di omofobia” in caso di aggressione, già respinta dalla Camera nella precedente legislatura. In virtù di questa aggravante, se io, uomo normale, prendo un sacco di legnate, sono tutelato dalla legge in misura minore rispetto all’omosessuale che prenda lo stesso sacco di legnate. Ergo, alla fine il discriminato è la persona normale. Una vera conquista democratica, non c’è che dire! Comunque sia, la signora Boldrini è liberissima di esprimere tutte le idee, più o meno balzane, che le girano in testa. Però allora deve fare il piacere di lasciare la prestigiosa carica che ricopre e dedicarsi solo alla politica attiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso discorso vale per il sig. Grasso, che presiede il Senato, e che diligentemente si unisce al coretto. Però vuole fare il primo della classe, e fa un’affermazione gravissima, offensiva per quanti – e sono la gran maggioranza – provano la normale repulsione per l’omosessualità. Il presidente del Senato afferma, tra le altre cose, che i cosiddetti “omofobi” sono cittadini di serie B. Leggere per credere: “Diciamocelo, sono cittadini meno uguali degli altri”. E inoltre “Liberiamo gli omofobi dalle loro paure. Vivranno meglio loro, vivremo meglio tutti”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa sogna il sig. Grasso? Una bella “educazione di Stato” per la valorizzazione della sodomia? Già altri regimi hanno sperimentato lieti “campi di rieducazione”. C’era anche un’istituzione che si chiamava, se ben ricordo, Hitler-Jugend, o giù di lì e che voleva dare una “sana” educazione ai giovani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma siamo pazzi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il presidente del Senato, oltre che lasciare la sua carica, visto che anch’egli vuole fare politica attiva, avrebbe il dovere di chiedere scusa ai milioni e milioni di italiani che ha offeso e che non hanno “paura” degli omosessuali, verso i quali hanno rispetto, ma hanno una sana e normale ripugnanza per l’omosessualità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per farci quattro risate su questa deprimente panoramica, citiamo anche la ministra ex-kajak Josefa Idem, che dichiara imperiosamente: &amp;#8220;Ritengo necessario che anche il nostro Paese si doti di una legge sulle unioni civili affinché venga dato un riconoscimento giuridico ai diritti delle coppie omosessuali come sollecitato dalla stessa Costituzione&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla signora Idem, che indubbiamente con la pagaia ci sapeva fare, ma che non ha molta dimestichezza col diritto costituzionale, vorremmo chiedere la cortesia di citarci gli articoli della costituzione che prevedono che “venga dato un riconoscimento giuridico ai diritti delle coppie omosessuali”. Chi scrive, anni fa, approfittando di un attimo di distrazione delle Autorità Accademiche, si laureò in Giurisprudenza con una tesi in diritto costituzionale. Mi permetto qualche umile e rispettosissima perplessità sulle parole della signora ministra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatte anche le quattro risate, resta però una considerazione che non fa ridere per nulla. Da buoni cristiani, dobbiamo rispetto e obbedienza all’Autorità civile. Però compito dell’Autorità è lavorare per il bene dei cittadini e non voler stabilire d’imperio cosa sia il bene e cosa sia il male. Questo lo ha già stabilito il Creatore, molto tempo prima che venissero al mondo i vari Napolitano, Boldrini, Grasso, e compagnia bella, né ha avuto bisogno del loro parere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un’Autorità che vuole imporre un’etica, e che oltretutto impone il contrario dell’etica, difende la perversione e la distruzione dei valori e della famiglia, è un’Autorità che ha ormai perso ogni ragion d’essere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cerchiamo di riflettere su questo.&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50801234215</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50801234215</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 05:10:32 -0400</pubDate><category>omosessualità</category><category>omosessualismo</category><category>transgender</category><category>omomassoneria</category><category>eterofobia</category></item><item><title>LA BELLEZZA COME VALORE “NON NEGOZIABILE”</title><description>&lt;a href="http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2422:la-bellezza-come-valore-non-negoziabile-senza-una-corretta-arte-e-difficile-veicolare-i-giusti-valori-di-rodolfo-papa&amp;catid=52:-a-cura-di-piero-vassallo&amp;Itemid=123"&gt;LA BELLEZZA COME VALORE “NON NEGOZIABILE”&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;em&gt;Senza una corretta arte è difficile veicolare i giusti valori - di Rodolfo Papa&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50800839293</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50800839293</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 05:04:27 -0400</pubDate><category>bellezza</category><category>arte</category></item><item><title>LA GIUSTIZIA TRADITA. UN ALTRO PASSO DELL’ITALIA VERSO LA BARBARIE</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Paolo Deotto (16/05/2013)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Se lo Stato non garantisce più la Giustizia, qualsiasi cosa può accadere. Se poi la giustizia si trasforma in una farsa di bassa lega, in uno sfogo di complessi e pruriti di quanti dovrebbero invece mostrare equilibrio e sincera ricerca della verità, si può dire che lo Stato non esiste più e che si è fatto un altro passo nella strada verso la barbarie, verso una società in cui varrà solo la legge del più forte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, nella barbarie ci siamo già, da tempo. Basta riflettere su uno Stato che autorizza con una legge l’uccisione di bambini nel grembo materno per capire che la civiltà si sta estinguendo. Ma, si dice, le leggi le fa il Parlamento, poi resta, baluardo della convivenza civile, la Giustizia, quella con la “G” maiuscola, che garantisce comunque al cittadino la riparazione dei torti, la punizione dei rei, la difesa sociale. Tutto ciò è molto bello e, purtroppo, è solo un sogno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il “processo Ruby”, come è stato ormai battezzato, è probabilmente il miglior esempio di come si possa distruggere la sostanza e l’immagine della giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si distrugge la sostanza stessa, perché è questo un curioso processo, in cui l’onere della prova è stato capovolto, nella più fedele riproduzione dei processi stalinisti e nazisti. Lo “Stato” dice che l’imputato è colpevole, né lo dice in base a prove, ma lo dice a priori. Tocca poi all’imputato dimostrare il contrario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Berlusconi si è comportato da sporcaccione? Forse, chissà, chi lo sa. Aggiungerei: chi se ne frega? Certo, può dispiacere che un uomo della sua età non sappia contenere le proprie vivacità, al di là dei legittimi dubbi, visto che non basta tingersi i capelli per restare focosi giovanotti. Ma ripeto, chi se ne frega di quanto faceva in casa sua? Faceva cose immorali? Forse, non lo so. Ma mi preoccupa molto, come uomo libero, che ci sia uno “Stato”, impersonato in questo caso dalla magistratura, che vuole ficcare il naso anche nella stanza da letto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo Stato, che tiene tanto ad essere fieramente “laico”, non deve preoccuparsi della moralità dei cittadini, ma delle violazioni di legge dagli stessi commesse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbene, Berlusconi era davvero al centro di un giro di prostituzione? Non lo so, né voglio fare il cosiddetto “innocentista” a priori. Ma so per certo che è indimostrabile e che è comunque assai strano che lo Stato insista in queste accusa senza aver raccolto una prova, una testimonianza, una dichiarazione qualsiasi che renda ragionevole pensare a un giro di prostituzione. La presunta prostituta ha negato di essersi prostituita, il presunto “cliente” ha negato di aver avuto rapporti con lei. Lo Stato ha invece stabilito che quanto accadeva nelle serate berlusconiane non era solo divertimento, seppur magari di pessimo gusto, bensì prostituzione, e l’imputato deve dimostrare il contrario. Berlusconi è accusato anche di concussione. Peccato che i funzionari della Questura di Milano che lui avrebbe “concusso” neghino tutto ciò. Ma non importa. Lo Stato ha stabilito, senza alcuna denuncia, senza alcuna prova, senza alcuna testimonianza, che l’imputato è reo di concussione, ed è onere dell’imputato dimostrare il contrario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Simpatico o antipatico che sia Berlusconi, ci rendiamo conto che questo è un modo di procedere spaventoso? Si distrugge la sostanza della giustizia, come dicevo sopra, ma si distrugge poi anche l’immagine, quando lo Stato è impersonato da una sua impiegata, tale signora Ilda Boccassini, che si esprime con un linguaggio da liceale nel dopo-discoteca e che mostra un livore a dir poco sconcertante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avete sentito qualche passaggio della requisitoria di questa intrepida paladina della Giustizia? Basterebbe l’uso della frase “fare sesso” per dirci come l’amministrazione della Giustizia sia caduta in basso. Lasciamo perdere la buffonata delle “furbizie da orientale” attribuite a una giovane occidentale; se ignoriamo la geografia, usiamo però almeno, per favore, un linguaggio da tribunale, non un linguaggio degno del gruppetto di liceali che escono suonati dalla discoteca. “Fare sesso” in italiano non vuol dire niente, ma vuol dire tutto nel gergo di certa gioventù. Signora Boccassini, anche lei è stata giovane, e se ben ricordiamo ne ha dato focose e pubbliche dimostrazioni, ma ora è anzianotta: parli da magistrato, se le riesce. L’imputato ha “avuto rapporti sessuali”, ad esempio, sarebbe una frase accettabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, ora sta al Tribunale accettare o meno le frenetiche tesi della rappresentante del Pubblico Ministero. Ma se queste sono le persone che incarnano la Giustizia, c’è davvero da rabbrividire. Tutti siamo ormai potenziali colpevoli: l’ossessione della Boccassini non è un pericolo solo per Berlusconi, è un pericolo per la libertà dei cittadini italiani, perché se è possibile agire così, istruire un processo senza prove, tenere requisitorie che traboccano di sfoghi da complessati e di livori personali, allora tutto è possibile. Tutto, salvo l’amministrazione della Giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo caduti davvero in basso, perché se è chiaro che questi processi a raffica sono funzionali solo e unicamente all’eliminazione politica di Berlusconi, si è però ormai perso anche il pudore di costruire un minimo di prove, fossero anche false, e si è perso completamente ogni stile. Non ci si preoccupa nemmeno di salvare la faccia. Forse “Ilda la rossa” (dubbio: senectus ipsa morbus anche per lei: è tinta o no?) si consola con la manifestazione di cinque, dicasi cinque, persone, che fuori dal Palazzo di giustizia di Milano, novelle tricoteuses, hanno esposto cartelli di solidarietà (&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2013/05/13/FOTO-presidio-pro-Boccassini-fuori-palazzo_8697231.html?idPhoto=2" target="_blank"&gt;vedi su ANSA&lt;/a&gt;). Se è così, andiamo ancora peggio. La Giustizia non si fa con le suggestioni di piazza, seppur un po’ insignificanti, come in questo caso. Ma questo non possiamo saperlo. Forse la signora Boccassini ha ignorato i manifestanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Perché serve lo Stato?”, si chiedevano i latini, che il diritto lo hanno inventato, tant’è che a tutt’oggi la base del nostro diritto civile è il diritto romano. Ebbene, tra le altre cose, lo Stato serviva, secondo loro, “ne cives ad arma veniant”. Insomma, per evitare che i cittadini se la sbrighino da soli, che si ricorra alla vendetta personale, la civiltà giuridica crea la “norma” ed affida al magistrato il compito di applicarla. La norma è uguale per tutti. Ciò garantisce a tutti pace e ordine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma tutto ciò non avviene nel nostro spensierato Paese. L’applicazione della legge è un fatto casuale, capriccioso e sempre relativo a chi sia l’imputato. La legge lascia spesso senza difese il comune cittadino, oppure lo sottopone a processi di durata biblica, e diviene veloce, efficiente e spietata solo quando si tratta di colpire il nemico (innocente o colpevole che sia…).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il cittadino che vede questa giustizia-farsa, che si sente non tutelato, che fa? E torna alla mente la saggezza classica: lo Stato amministra la Giustizia “ne cives ad arma veniant”. Già. È facile quindi capire cosa farà il cittadino, dal momento che lo Stato non garantisce più la Giustizia…&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50800747597</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50800747597</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 05:03:00 -0400</pubDate><category>giustizialismo</category><category>giabonismo</category><category>neogiacobinismo</category><category>statalismo</category><category>antiberlusconismo</category></item><item><title>Il monologo della Massoneria</title><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il 7 marzo 2013 p. Serafino M. Lanzetta pubblica un articolo sul «Corriere Fiorentino» dal titolo &lt;a href="http://catholicafides.blogspot.it/2013/03/quellincompatibilita-tra-chiesa-e.html" target="_blank"&gt;Quell&amp;#8217;incompatibilità tra Chiesa e Massoneria&lt;/a&gt;. Ad esso replica in data 26 marzo Moreno Milighetti, con un pezzo dal titolo &lt;a href="http://www.grandeoriente.it/rassegna-stampa/2013/03/%28corriere-fiorentino%29-chiesa-massoneria,-l-ora-del-dialogo.aspx" target="_blank"&gt;Chiesa e Massoneria, l&amp;#8217;ora del dialogo&lt;/a&gt;. A quest&amp;#8217;ultimo risponde, il giorno 7 maggio 2013, sul medesimo giornale, p. Paolo M. Siano, esperto della Massoneria. L&amp;#8217;articolo per errore era stato attribuito a p. Serafino M. Lanzetta. Sul «Corriere Fiorentino» dell&amp;#8217;8 maggio 2013 la precisazione circa la paternità di quest&amp;#8217;ultimo intervento, che riportiamo integralmente di seguito.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Caro Direttore, &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;vorrei fare qualche osservazione sull’articolo Chiesa-Massoneria: l’Ora del Dialogo scritto da un noto massone fiorentino, pubblicato su questo giornale nel marzo scorso, in seguito alla presentazione di due miei libri ad Ognissanti sulla Massoneria. Riassumo, in breve, alcune tesi di quell’articolo: 1) i contrasti tra Massoneria e Chiesa hanno radici storiche e sono dipesi dall’opposizione del Papato all’Unità d’Italia, ma ora tali contrasti non hanno ragione di esistere (infatti il Papato non ha più potere temporale). 2) I massoni non fanno alcun giuramento. 3) La Massoneria non ha nulla a che fare col relativismo. 4) La Massoneria è “scuola” di dialogo, di rispetto e di scambio di idee. 5) Lo strumento massonico del «dubbio» aiuterebbe i credenti; come dice «un grande cardinale cattolico», in ognuno di noi c’è un credente e un non-credente. 6) La tolleranza massonica «aconfessionale» sarebbe l’antidoto contro l’integralismo e il totalitarismo. 7) La Massoneria, come la Chiesa, sostiene la difesa di «valori tradizionali». 8) È  «l’ora del dialogo».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora mi permetto di replicare a ciascuna delle tesi su enunciate, punto per punto (i numeri tra paretensi si riferiscono alle tesi su enunciate, ndr): &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; 1) L’incompatibilità e i contrasti storici tra Massoneria e Chiesa hanno in realtà profonde radici di carattere filosofico, teologico e spirituale, e permangono tuttora. Il “DNA” o l’ “essenza” della Massoneria comprende questi tre elementi oggettivi, tra loro fortemente intrecciati: a) un umanesimo adogmatico e mètadogmatico [cioè che pretende di “scavalcare” (come la bara di Hiram?), o superare, tutti i dogmi religiosi ed etici], un umanesimo che, di fatto, è soggettivista e relativista; b) una ritualità che pretende un’efficacia sacrale (ossia: mettere in contatto la Loggia e il singolo massone con una qualche presenza “sacra”), ontologica e psicologica sul singolo massone e sulla Loggia; c) un esoterismo gnostico che vede nelle scienze “esoteriche” (Alchimia, Cabala, Ermetismo, gnosticismo, ecc.) la chiave, la via, il mezzo per la ricerca interiore del proprio “Sé” o “Io” divino. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2) Dal ‘700 i massoni fanno giuramenti, promesse o obbligazioni solenni al cospetto del Grande Architetto dell’Universo. È certo che nel ‘700 i rituali e giuramenti massonici obbligavano i massoni al segreto iniziatico sotto pena di morte in caso di spergiuro e tradimento. Quelle frasi rituali erano soltanto “simboliche”? È chiaro che quei giuramenti massonici costituiscono uno dei motivi per cui nel 1738, Papa Clemente XII promulgò la prima bolla di condanna contro la Massoneria. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3-5) Il “relativismo” pratico e il «dubbio» sono gli strumenti, ora impliciti ora espliciti, con cui i massoni, di fatto, sradicano l’adesione (ferma e certa) dei fedeli ai dogmi religiosi ed etici. Ovviamente se qualche ecclesiastico mostra sintonia con il pensiero massonico, costui viene lodato dai massoni in antitesi agli “integralisti” (ossia coloro che zelano chiaramente la Fede e il Dogma cattolico). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;6) La “tolleranza” massonica, «aconfessionale», genera praticamente relativismo e secolarismo e ciò non aiuta affatto i credenti, sia nella loro vita privata che in quella pubblica. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;4) La Massoneria non è semplicemente un club umanista e dialogico, bensì un’associazione iniziatica ed esoterica con gradi e rituali, non sempre conoscibili dal pubblico profano. In nome della libertà di pensiero e di ricerca, i massoni amano mettere in dubbio i dogmi cristiani, tuttavia non sopportano che i profani indaghino le loro strutture iniziatiche (Riti, rituali, gerarchie, esoterismo). I massoni amano la “trasparenza” solo per quel che concerne la filantropia e una qual certa dialogicità. Ma del “volto” iniziatico ed esoterico, essi cercano di mostrare il meno possibile. Può accadere anche che alcuni massoni rifiutino a studiosi profani riviste, scritti, libri in cui autori massoni approfondiscono i contenuti iniziatici di riti, rituali, simboli e leggende massoniche; si tratta di contenuti che attingono al “mondo” gnostico: Alchimia (“spirituale” o “interiore” o esoterica), Ermetismo, Cabala, gnosticismo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;7) Quali sarebbero quei «valori tradizionali» che – secondo il massone fiorentino – la Massoneria può difendere insieme alla Chiesa? Cosa si intende per «Tradizione»? Forse la “tradizione” secondo Julius Evola e René Guénon? Evola e Guénon sono due esoteristi molto in voga in ambienti massonici italiani e francesi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Concludendo: 8) in un eventuale dialogo Massoneria-Chiesa, proprio in nome della «trasparenza» vantata da vari Massoni, sarebbe necessario discutere anche degli aspetti iniziatici ed esoterici della Massoneria (circa i Tre Gradi fondamentali + gli Alti Gradi o Riti). Per un autentico dialogo, i massoni dovrebbero mettere a disposizione degli studiosi profani i testi richiesti (rituali, libri, riviste, quaderni dell’Ordine e dei Riti, ecc.). In caso contrario il “dialogo” risulterebbe piuttosto un monologo di parte massonica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;P. Paolo M. Siano, FI&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50800394805</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50800394805</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 04:57:00 -0400</pubDate><category>massoneria</category><category>satanismo</category><category>luciferismo</category></item><item><title>Quel messaggio dal cielo: "Amatevi e non giudicate"</title><description>&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/news/interni/quel-messaggio-cielo-amatevi-e-non-giudicate-reportage-918658.html"&gt;Quel messaggio dal cielo: "Amatevi e non giudicate"&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;blockquote class="link_og_blockquote"&gt;Milioni di pellegrini ogni anno pregano la Madonna a Medjugorje. Parole segrete rivelate dai veggenti. Un posto mistico, dove il vero miracolo è la fede&lt;/blockquote&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50799938823</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50799938823</guid><pubDate>Sun, 19 May 2013 04:48:08 -0400</pubDate><category>Medjugorje</category></item><item><title>"L’incapacità a inginocchiarsi appare addirittura come l’essenza stessa del diabolico."</title><description>“L’incapacità a inginocchiarsi appare addirittura come l’essenza stessa del diabolico.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Joseph cardinal Ratzinger&lt;/em&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50763947400</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50763947400</guid><pubDate>Sat, 18 May 2013 18:38:59 -0400</pubDate><category>citazioni</category></item><item><title>Forteto, la comunità delle violenze - Dossier de "Il Giornale"</title><description>&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/speciali/comunit-delle-violenze-56266.html"&gt;Forteto, la comunità delle violenze - Dossier de "Il Giornale"&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;em&gt;Bambini in cambio di voti e di finanziamenti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50722804056</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50722804056</guid><pubDate>Sat, 18 May 2013 08:08:38 -0400</pubDate><category>omosessualismo</category><category>cattocomunismo</category><category>comunismo</category></item><item><title>Forteto, il gulag omosessuale cattocomunista. Orrore dietro le icone buoniste dei progressisti</title><description>&lt;a href="http://www.papalepapale.com/develop/forteto-il-gulag-omosessuale-cattocomunista-orrore-dietro-le-icone-buoniste-dei-progressisti/"&gt;Forteto, il gulag omosessuale cattocomunista. Orrore dietro le icone buoniste dei progressisti&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a class="tumblr_blog" href="http://anticattocomunismo.tumblr.com/post/50722625761/forteto-il-gulag-omosessuale-cattocomunista-orrore" target="_blank"&gt;anticattocomunismo&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Quelli che da bambini la sera andavano alla Scuola di Barbiana…  e poi cresciuti, la notte andavano a letto… coi bambini. Dopo aver messo su una comunità “ispirata alla scuola”, dicevano, del loro maestro don Milani. Scuola particolare assai: di stupri, pedofilia, omosessualità, addirittura zoofilia. Continuati per decenni. Sempre bandiera rossa in mano e “contestazione cattolica” in bocca. Ed è così che il Forteto era diventato l’oratorio dei cattocomunisti, delle giunte rosse, delle Coop, dei finanziamenti a palate, di Zanotelli con le  sue carovane di paci-finti, degli arcobalenisti, dei guru del progressismo “cattolico”. I due capi, allievi di don Milani, Goffredi e Fiesoli, che si riveleranno i due abominevoli mostri, erano gli stessi che davano dell’”ipocrita” alla Chiesa cattolica e del “troglodita” al suo Magistero morale. E ora abbiamo capito anche perché…&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50722653797</link><guid>http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/50722653797</guid><pubDate>Sat, 18 May 2013 08:04:46 -0400</pubDate><category>cattocomunismo</category><category>comunismo</category><category>omosessualismo</category></item></channel></rss>
